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20/02/20

Posso dirlo? 3 (Kafka non era un insetto)



Non sono giovane e quindi non posso scrivere con vera cognizione di causa, dall'interno, usando un narratore giovane (di oggi, intendo; non il giovane che sono stato: quello l'ho dimenticato pure io, a buona ragione immagino); non sono donna e quindi non posso mettermi a far parlare una donna di problemi delle donne, che povere ne hanno tanti ma tanti; non sono disoccupato e quindi con che diritto prenderei la parola in sua vece?; non sono un africano, né un siriano, e neanche un islandese o un calmucco, e quindi, prima che si offendano, mi affretto a cancellarli dalla lista dei potenziali protagonisti di un mio racconto o, peggio, romanzo; ecc.; non sono nemmeno, cosa che potrebbe essere interessante, un cavallo o un invertebrato (oddio, questo magari un po'...); neanche un pesce, che forse, quanto a lui, non avrebbe nulla da ridire, se parlasse: ma non parla e si fa i fatti suoi; non essendo che un pensionato statale bergamasco con scarsa o nulla vita sociale e zero ambizioni (troppo vigliacco per coltivarle) e poche o nessuna esperienza o idea rilevante, forse mettermi a parlare almeno di questo non sarebbe arrogante, ma a chi interesserebbe? a nessuno, a me per primo. Quindi taccio. Non usurpo. Non invado. Tergiverso. Scrivo post su qualche insulso social e blog. E trovo chi mi legge!

14/11/18

Commento con molto spazio bianco intorno, a proposito di un episodio dell'altrieri (e di domani)







Un albero non è un albero
o almeno non si può chiamarlo albero
un cane non è un cane
e è opportuno non chiamarlo cane
ma in un altro modo ogni volta da inventare
un buffone non è un buffone
a dispetto delle apparenze
che raramente ingannano
il non buffone non è un non buffone
quindi è un buffone
dire cose opposte è andare d'accordo
andare d'accordo è dire cose opposte
pensare, vivere insieme, è un'altra cosa

 

***

(Post fb 27 dic. 2020

Non ricordo più a cosa o a chi mi riferivo.
Oppure sì, ma non lo dico.
Se non lo dico ancora per un po',
lo dimentico per davvero.
E allorà sarà vero che non lo ricordo più.
Non vedo l'ora di chiedermelo
aspettando una risposta che non saprò dare.
E dandomi del rincitrullito per la memoria
una volta infallibile, e ora...
Ora cosa?

 

 

29/09/17

Posso dirlo? 2 – non ricordo cosa mi era preso quel giorno


         e beh sì, certo, è un sintomo, c'è dentro, e attorno (ma non sotto, non sia mai...) qualcosa di importante, di grave anche, e tutti, o quasi, dicono ma insomma, vestite in acqua..., e l'altro eh beh... anche le suore, e certo!, e le signore di inizio 900, ma anche i signori se è per questo..., e poi l'altra dice, con faccia ironica e piuttosto schifata: esibiscono la merce, io no invece, mi rifiuto, mica mi lascio degradare io, e vado fiera della mia bardatura (non dice questa parola, l'altra non la ricordo), e nessuno le risponde, giusto, giusto, ma la tua merce, anche a esibirla..., perché non è corretto, non sta bene, e del resto certe pance, certe cubature di adipe, tese come tamburi o bitorzolute, si può dire o no, e vene varicose grosse come canne da fucile, e non meno micidiali, e tutti quei tatuaggi orrendi, e quelle scritte che uno deve leggerle anche se non vuole, vomitevoli (è un giudizio letterario, quindi mi concedo di esprimerlo), e più tu mi dici di no e più a me vien voglia di farlo, e te lo sbatto in faccia così impari... e i giornali e telegiornali e commentatori e teologi e politici, sì, anche loro, che possono dire la loro anche su questo, devono nazi![1], è il loro mestiere, perché il loro è un mestiere..., e il Corriere in prima pagina e la Repubblica, e non mi esprimo sul cosiddetto Giornale perché quello non so, posso dirlo cosa mi suscita?, no, meglio di no, e tutti per strada, nei bar, nelle sale da pranzo... in spiaggia non so, non ci vado e non ci voglio andare... e insomma, un po' le palle, chiedo scusa, me le hanno rotte... un po', eh... aspetto solo che dica qualcosa anche Grillo, o l'ha già detta?, se no paziento ancora, non è la pazienza che mi manca, e poi quando l'ha fatto, se mando a fanculo tutti, sì, allora sono proprio tutti... mi spiace tanto, non è da me, lo so... chiedo scusa, però... posso dirlo?, perché se non posso, parola torna 'ndré... ritiro tutto, vi voglio bene e ubriacatevi di sciroppo tutti quanti

  20 agosto ‘16


[1] E’ un refuso, doveva esse “anzi”, ma mi pace e allora lo lascio.
 
 
 

03/10/16

Posso dirlo?



C'è questa persona, non so se mi è lecito specificare il sesso, ammesso che sia definito (ma perché poi non dovrebbe esserlo?), che non si può assolutamente dire alta, né snella peraltro, proprio no, dai lineamenti di regolarità un po' diversa dal comune, le orecchie leggermente aperte verso l'esterno, protese verso l'infinito mondo sonoro, gli occhi che, per non perdere nulla, indagano contemporaneamente direzioni diverse, i capelli sottilissimi, non volgarmente numerosi, che partono dalla nuca, e solo da lì, per scendere verso le pieghe di un collo imponente, a tre piani, da cui si diramano, senza soluzione di continuità, una spalla ad angolo retto, piatta, e un'altra un po' curva, nei due sensi, verso il braccio e dietro la scapola, a formare come un principio di ala, l'inizio di una metamorfosi angelica, mentre il petto è compresso in altezza e amplissimo in larghezza come da una esuberanza vitale incontenibile, che preme anche sul bacino e sulle gambe inducendo le ginocchia a un perfetto arco in direzione opposta ai piedi che si guardano l'un altro, come innamorati, fino a baciarsi, appunto come degli innamorati... ecc.
Ma non so: posso dire alta? e snella? e regolarità non è un po' uno sminuire? o quanto meno un appiattire, un massificare? e accennare al sesso, anche solo nel senso di genere, è decoroso? genere? e cos’è il genere? c’è mai “un” genere? oggi poi! e la fronte intonsa, che ne dirà per essere stata sorvolata o accennata solo in modo implicito? il peso è un fatto che è opportuno specificare? l'altezza, su che parametri va definita, relativa com'è? Ci sono parole neutre (Blanchot a parte)? E vale la pena scrivere o dire anche una sola parola, se non si è e non si intende essere Blanchot o altre figure come cominciano con B. (o con D.) e dal momento che tutte (le parole, dico), senza eccezione, sono colpevoli?
E B. o D. come reagiranno? L'ultima cosa che vorrei, tanto li ammiro, è offenderli, o anche solo deluderli. Cosa diranno mai?
(Niente, niente... tranquillo, sono tutti morti.)



1 -  Emilio Isgrò, Enciclopedia Treccani, Volume XX, 1970
2 - Emilio Isgrò, Telex, 1973