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27/09/22

Il vispo Tereso

 


che se uno scorre la mia bacheca e guarda le foto e i titoli, quando ci sono, o legge le prime righe, o anche tutte, pensa che vivo fuori dal mondo, con tutto quello che succede, o in una piccola porzione di mondo, una scatolina, di banalità e piccolezze locali e quotidiane, un idillio che finge di non essere alienato, di non vedere a un palmo dal naso (dai, diciamo due...), in mezzo a minuzie, macchiette paesane, giardinetti, corsi d'acqua non inquinati, graziosi animaletti, storielle leggere, vacue, inconsistenti, per fortuna brevi, con al centro un ego minimo quanto mai ingombrante, gigantesco, che occupa tutto come se lui fosse tutto, o fosse tutti, con la pretesa magari di essere chiunque, uno alla volta, chiunque legga, e insomma nessuno escluso, ma non essendo, di fatto, proprio niente di importante e significativo, e quindi, in verità, alla lettera nessuno, niente, ma proprio niente e nessuno, ecco, quel tale avrebbe ragione. E' esattamente questo, esattamente così.

10/10/20

C'era, c'è, ci sono (2)

  

1

c'era un buonissimo profumo di tutto

 

2


C’è questo paesino dove i giovani muoiono di nascosto, in segreto.
Gli annunci mortuari sfoggiano sempre, quasi vantandosi, decessi di ultraottantenni, ma più numerosi ancora sono i novantenni e non rari i centenari.

Poi uno capita per caso nel piccolo cimitero e verso il fondo si imbatte in una fila di tombe in cui sono sepolti esclusivamente uomini e, più numerose, donne di venti-trent’anni, più un paio di quarantenni controbilanciati da tre adolescenti e un bambino. Lì, in un cantuccio, come in un ghetto. Qualcosa che non si può negare, ma almeno se ne stia per conto suo, lontano dagli occhi, separato.

 

3

C’era questa porta di calcio di grandezza regolamentare, con la sua bella rete intatta ancora agganciata, in mezzo a una distesa di grano, fin laggiù, verso il margine delle case, maturo, rosso rame.

 

4

C’è quest’uomo che assomiglia al parroco di Zeder, che mi sorpassa in bici e si ferma dopo una decina di metri, davanti al cadavere di un corvo. Appoggia con cura la bici a un cespuglio, mentre io passo senza guardarlo. Mi volto per dargli una sbirciata qualche metro dopo. Lo vedo che raccoglie il corvo e, con un gesto velocissimo, lo porta alle labbra e lo ingoia in un solo boccone.

 


5

C’è questo anziano signore che entrando in San Vitale, dapprima ha visto solo buio e zone luminose, splendenti, il colonnato e il matroneo; poi, mentre gli occhi si abituavano alla penombra e a decifrare qualcosa, un brivido, lento, fortissimo, ha percorso il suo corpo, tutto, più di una volta. Ha rivolto lo sguardo a terra per calmarsi, ma nel vedere i pavimenti un velo leggero gli ha inumidito gli occhi. Ha scorso con attenzione quelli più vicini, e da lì è risalito a decifrare e poi ricostruire l’architettura, e solo allora ha visto i mosaici.

 

6

C'era questo mio amico che aveva cambiato la suoneria del cellulare da due settimane, ma per sentire che effetto faceva alla fine ha chiamato lui dal fisso di casa.
Però era contento: suonava bene.

 

7

C’è questo mio amico che è tutta la vita che rimugina sul perché ci sono alcuni che piacciono a tante donne mentre lui ha sempre fatto una gran fatica a piacere anche solo a una, e finalmente ha trovato la soluzione (la donna non ancora). “E’ che loro hanno un feromone postmoderno, dice, generico e flessibile, di scarsa tenuta ma di vasta applicabilità; a me invece ne è capitato uno molto specializzato, fortissimo, certo, ma mirato, addirittura esclusivo, forse.".
"Un tipo che richiede molta fortuna, ma allora è per sempre”, ha aggiunto. “Ad averne, naturalmente…”

 

8

C’è questo tale che stamattina, quando è uscito di casa, era in Germania.
Dopo un primo smarrimento: “va bene,” si è detto; “se sono in Germania so il tedesco" e è andato all'edicola a prendere la Frankfurter Allgemeine.

 


9

C’è Tino che ha catturato un pigo.

 "Quanto sarà?", chiedo.

"6/7 etti", dice un suo amico. Che subito aggiunge: "io ne ho presi parecchi anche di 2 chili, 2 chili e mezzo. Poi li lascio andare... Sono belle cannate!".
Scatto una foto. C., altro amico di Tino vicino ai settanta, ciclista indefesso e elegante ballerino, si china per vedere meglio, scosta il retino e dice: "Non ho mai visto colori così! Sono colori... colori... colori romani!"

 


10

C'era questo giardinetto densamente popolato e, in mezzo, una madonnina strangolata dai rosari

 

11

C'è questo mio amico che il sonno lo stanca, e allora continua a svegliarsi

 

12

C’è questo viandante (io) che ogni tanto si ferma a far due parole con i pali della luce.
E' gente affidabile, di solidi principi, che sa ascoltare.
Quando è stanco, o affranto, appoggia la fronte alla loro superficie fresca e liscia. Poi saluta e se ne va.

 


 

(2012-2013)

08/10/20

C’era, c’è, ci sono (1)


 28 giugno

C’è, seduto davanti a me, l'anello mancante di non so che catena evolutiva.
Allora guardo meglio: c'è uno specchio.

 

9 ottobre

C'è questo splendido paragrafo a p. 38 di La condition critique di Blanchot... No, è troppo lungo, non lo copio.

 

s.d.

C’è, davanti al semaforo, un cieco sui trent’anni, robusto, che aspetta. E' immobile. Solo la testa ondeggia da destra a sinistra con un movimento rotatorio appena accennato, lentamente, in una negazione sconsolata, ben ponderata, definitiva, inappellabile.

 

s.d.

C’era quest’uomo, anziano ma non troppo, che ha sfiorato con un bacio la guancia della ragazza e l’ha salutata con affetto carezzandole delicatamente i capelli. Poi si è voltato e è entrato nel negozio. La ragazza ha risposto con gesto sincero e si è diretta verso la macchina passandosi la mano su entrambe le guance.

 

 

s.d.

C’era, sulle strisce pedonali, un cane che attraversava la strada da sinistra a destra con passo indolente, da flâneur, mentre un piccione lo imitava in direzione opposta, becchettando non so cosa, forse le strisce pedonali stesse. I piccioni becchettano qualsiasi cosa, sono animali stupidi e ingordi. Non a caso sono i simboli dell’amore. Il cane invece sembrava avere una direzione precisa: in realtà stava solo attraversando la strada. Poi si vedrà.

 

s.d.

C’è questa coppia che si sta parlando sul marciapiede, davanti alle strisce pedonali. Lui si volta per attraversare, quando lei gli tocca la giacca all’altezza del gomito. Allora lui si ferma e tornano a parlare cordialmente per un altro po’. Infine si salutano. Ma prima lei gli si accosta per baciarsi le guance: quando lui sfiora la sua, lei storce la bocca in direzione opposta.

 

s.d.

C’era questa ragazza con un viso anonimo, di quelli che non si ricordano, senza difetti o qualità rilevanti, dotato della sola, pura bellezza dell’insignificanza. Stupendo.

 

s.d.

C’è molta gente nella metro, ma davanti a me, inaspettatamente, vedo uno spazio (e mezzo) vuoto. Nei sedili di lato sono accomodate due signore obese. Due ciccione. Una, legge. Faccio per avvicinarmi, ma nel muovermi scorgo sulla destra altri due posti vuoti. Senza soluzione di continuità eseguo una piccola svolta e mi siedo lì.

 

s.d.

C’è un mio vicino che ha un orto magnifico. Grande, vario. La terra è uno splendore! E' un vero piacere vedere come lo accudisce. Ora, percorrendo lentamente un bordo, ha tracciato con una lunga pertica dei solchi perfettamente rettilinei, e poi, a mano, ha cominciato a seminare, depositando i semi con quella che mi sembra una grande tenerezza. Fumo sul balcone e lo guardo ammirato e un po' invidioso.

 

22 aprile

Ci sono 13 anatrini con la giovane mamma. Più in fondo altri 11 con la loro. Ieri non c'erano. Nati nelle ultime ore. Una meraviglia!
C'ho il cuore così allargato che le propaggini arrivano in Brianza.

 

1 giugno

C’è questa moglie (la mia) che, quando si sveglia, le piace molto ascoltare il concerto ornitologico, da poco arricchito dal concorso dei grilli.
A me piace sentire lei che li imita.
(Non sa fischiare.)

 

22 luglio

C’era questo mio amico che aveva la bocca piccola, ma prima non si notava perché rideva sempre.

 

6 novembre

C’era quest’uomo che si è voltato di colpo e ha cominciato a scattare foto a raffica verso il prato, come volesse coglierlo alla sprovvista

 

13 novembre

C’erano solo 4 gatti alla mostra su Costantino (sì quello in trono: l'imperatore). E ci sono cose splendide, che vengono da posti che giammai uno ci va...
A quella di Picasso (che peraltro sono contento di aver visto, anche se dapprima pensavo di svicolarla) scolaresche di ogni genere e specie e età: ma tutti belli; e frotte di pensionati dall'aria smarrita, ma anche allegra, e attenta, e infine sfinita, ma insomma, ancora viva, per quanto ogni tanto c'era un sentore di pellegrinaggio, di atto dovuto, recupero tardivo di una giovinezza mancata. Almeno non si manca la vecchiaia! Io ero uno di loro.

 

27 dicembre ‘12

C'è questo mio amico che, dice, galleggia in apnea, a faccia in giù, su un mare di tristezza. Quando alza la testa, ogni tanto, per respirare, sembra che sorrida.

 

4 gennaio ‘13

C'è della gente che dice che la faccio ridere
(magari è un complimento)
(suona strano però)

 

25 marzo

C’è questo novantenne, alto ma che fatica a tenersi eretto, piegato a 30 gradi anche quando con grande sforzo tenta di raddrizzarsi, il volto segnato da rughe e affossamenti, la pelle tesa sugli zigomi, maculata, che tiene salda in mano una macchinetta, apre lo zoom, lo regola per mettere a fuoco un dettaglio del sontuoso altare, e poi della tavola al suo centro e dell’affresco che lo sovrasta, da guardare, e studiare magari, più tardi, con calma, a casa, chissà dove, chissà quando.

 

4 aprile

C’era questa giovane donna, con un cappottino di lana grezza color ocra, jeans stretti e stivali, elegante e discreta anche nella postura, il viso fine, i capelli chiari raccolti in un’acconciatura molto curata, con una specie di treccina che le correva ai lati per allacciarsi sulla nuca, ferma sul marciapiede che osservava tranquilla suo figlio, di tre anni o anche meno, che la precedeva su un monopattino. Poi si è mossa e i tacchi squadrati si sono subito inclinati verso l’interno mentre i calcagni scivolavano in senso opposto, come se gli stivali fossero di qualche misura troppo grandi, per ritornare un attimo in piano, prima del passo successivo. Con gli occhi fissi sugli stivali ho temuto che i tacchi si spezzassero e lei cascasse a terra da un momento all’altro. Invece ha raggiunto la curva e è sparita senza perdere nulla della sua grazia.

 

12 aprile

C'era questa ragazza indiana con la pelle scurissima, ma non nera: brunita piuttosto, come metallizzata, che la luce velava di una sottilissima patina dorata, compatta e serica, senza la minima imperfezione.
(Non ho notato se era bella o meno. Non importa)

 

15 aprile

C'è questo mio amico che il sonno lo stanca, e allora continua a svegliarsi.

 

14 ott

C'è il sole. Buona giornata.
Ora vado a contare gli animali.