Stamattina era tutto uno zigzagare tra lumache e qualche residuo lumacone. Prudentissime, affollano i marciapiedi, le corsie pedonali e i muretti e i bordi delle recinzioni. Ci tengono a non morire prima del tempo. Quando sono nate si sono trovate con una serie di istruzioni, con qualche libertà di variazione, e dei compiti precisi da eseguire, col solito tornaconto di piacere e gradevolezze varie (l’aria, la gradazione dell’umidità, le differenti temperature e superfici da cui farsi titillare ecc.), come da contratto, e loro si attengono alla programmazione senza bisogno che qualche supervisore controlli. Lo fanno volentieri e con leggerezza. Non dico velocità. Nemmeno quando si accoppiano, perché il compito principale è perpetuare la specie, ovvio: ma quello forse comporta qualche sforzo in più, non saprei, comunque premiato da un godimento adeguato. La natura non risparmia in merito. Meglio troppo che non abbastanza. Cioè, immagino, a partire dalla mia risicata esperienza, e dalla prosopopea dei discorsi dei miei simili, così come dalle reazioni di animali più facilmente osservabili. Va be’ che sto a dire? Ahi ahi! Comunque sia, io, che scelgo apposta strade senza traffico e gli ampi marciapiedi del quartiere residenziale che sono sempre deserti, tutti in casa o via di corsa nelle loro grosse macchine, e tutt’al più qualche disperato a perdere tempo in giardino o a curarlo, è lo stesso, perché così posso ascoltare musica, guardarmi attorno svagato, senza pensieri manco a volerlo, e senza dover stare attento a dove metto i piedi, cacche di cane a parte, abbastanza rare in questa zona, devo ammetterlo, se ora, per evitare inutili stragi, da aggiungere alle tante di cui leggo ogni giorno, uomini animali e piante mi è difficile fare distinzioni, tranne quando mi siedo a tavola, se ora, dicevo, devo camminare con la testa costantemente bassa, già che tendo a incurvarmi di mio oltre che per l’età, e con gli occhi fissi a un paio di metri davanti ai miei piedi, con il rischio di scontrarmi con qualcuno che inopinatamente arriva in direzione opposta intento a precauzioni analoghe, allora il gioco non vale più la candela.
Qualche etologo mi dica quali sono gli orari preferiti per gli spostamenti di queste vagabonde, che io cerco di adeguarmi, sempre che non faccia troppo caldo. Altrimenti sarò costretto a passeggiare per i centri commerciali o per le vie delle città. Che però sono pieni zeppi di esseri umani che fanno tutto meno che camminare e ti arrivano addosso da ogni direzione. Brutti, cattivi e puzzolenti. Le lumache non ti investono, invece. Non grugniscono. E soprattutto non puzzano.
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