30/05/19

I finlandesi sono più riflessivi



 a Sivia Mazzucchelli (atto dovuto)

Secondo me i finlandesi, con quelle parole che bastano da sole a fare uno dei nostri versi classici, dal settenario all'endecasillabo, per dire anche la cosa più semplice, che so? casa, freddo..., ecco, secondo me sono gente che, avendo tutto il tempo per pensare bene a cosa stanno per dire da una parola all'altra, sono gente, dicevo, che per forza deve essere più riflessiva di noi, e quindi più intelligente. Come effettivamente pare che sia. A parte i pochi meno fortunati, che, di memoria fragile, tra una parola e l'altra si perdono, e allora diventano presto pazzi, o artisti, o entrambi.
Si muovono in spazi diversi, dai confini spesso invisibili, bianchissimi, come la neve che li copre, e così capita che senza accorgersi alcuni finiscano in Russia e, ignorando dove sono approdati, scatenino rivoluzioni, o costruiscano ponti, dighe o altre opere ciclopiche, non tutte nefaste.
Poi da vecchi sentono nostalgia di casa, ma non ricordano più quale e dove è, e si abbandonano a lunghi lamenti, interminabili, che rischiano di lasciarli senza fiato, e che un linguista della scuola di Tartu una volta ha tradotto così: ahimè, ahimè. O: povero me, nella sua forma più straziante.
E dopo averli decifrati gli è parso di ricordare qualcosa e è stato colto da un pianto inconsolabile.



[commento Silvia su FB: Bellloooo
Risposta mia: stavo tornando dalla riunione, Silvia (e abbiamo parlato dei tuoi due pezzi che non arrivano), e sul libro che stavo leggendo sul treno, dalle parti di Melzo, mi è caduto l'occhio sulla parola "Kalevala", che è un poema pseudoepico finlandese dell'800 come sai (1800), e mi sono ricordato di una cosa che avevo visto in tv di un giocatore finlandese che faceva recitare a un americano una parola delle sue con grande sconcerto e divertimento di entrambi, e allora mi è venuto da scrivere la prima fase direttamente sul cellulare e poi, non so come, sono andato avanti a capocchia fino alla fine, che ho piantato lì perché ormai ero arrivato a Treviglio, ma intanto mi guardavo attorno anch'io un po' smarrito perché non riuscivo a capire come fossi arrivato lì. A quel finale, non a Treviglio... Abbraccio.]

Nessun commento:

Posta un commento