24/09/20

Svuotato al quadrato


Lo vedo avanzare nella sua tenuta d'ordinanza dai colori sgargianti, ma senza la solita andatura baldanzosa con la quale intende forse sviare l'attenzione da chissà che (immagino), e anzi con passo pesante, la testa china, come oppressa dal pensiero, direi se non temessi di essere offensivo.

Risponde al mio timido saluto (non vorrei sembrare invadente) e quando gli chiedo come va, per pura cortesia, senza aspettare risposta e esserne offeso, con mia grande sorpresa lo sento rispondere guardandomi negli occhi: "Se già di solito, pensando a quel che penso, o che dovrei pensare, mi sento vuoto, ma non per questo più leggero, da un po', e oggi in particolare, mi sento svuotato anche del vuoto".

Basito, non so che dire, il mio repertorio di battutine svuotato a sua volta. Me ne sto lì fermo per un po', evitando il suo sguardo. Finché lo sento dire "buongiorno" e vedo la sua sagoma mettersi in moto.

Quando è già lontano, "buongiorno!", rispondo. Non so se mi ha sentito. Forse mi è uscito solo un suono strozzato. Forse l'ho solo pensato.

 


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