08/01/14

Veggente sloveno

(beh, sì... questo è Rasputin... però io lo immagino così, o quasi, tanto per non far torto a nessuno)

Una mia amica, credente e praticante, ma sincretista, assetata di ogni forma di spiritualità che lei compone (non dico concilia) senza problemi con la sua fede di nascita, così come con i suoi bisogni e i suoi slanci affettivi e carnali, assiste durante un convegno alla (laconica) conferenza di un veggente sloveno di cui aveva vagamente sentito parlare.
E' un uomo alto, dai lunghi capelli corvini, con occhi profondi che, anche se non si fissano mai su nessuno in particolare, ti scrutano, ti rivoltano dentro e ti leggono come un libro aperto, esplorano zone della tua anima che tu nemmeno sapevi di avere e vi trovano cose che nemmeno credevi vi fossero sepolte o che tu vi avessi nascosto, cose che poi scrive su un biglietto, o sussurra nelle orecchie della sua assistente che le traduce nella tua lingua, mentre tu non riesci a toglierti dalla testa, dalle membra che fremono, la sua figura, il suo volto da Rasputin hollywoodiano.
Tornata a casa, dopo qualche tempo decide di andare a consultarlo per un problema in famiglia e, tutta sola, affronta il viaggio in Slovenia. 
Non so come è andata nel dettaglio. Mi pare che il problema permanga. Lei però è tornata arricchita. 
Non ho motivo di dubitarne.

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